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48 ore a Zaragoza

Maggio 15, 2020 noramor 6 min read

48 ore a Zaragoza

Maggio 15, 2020 foodnora 6 min read

Sarò onesta, prima di partire non sapevo neanche dove fosse collocata Saragozza.  Eppure, complice un’amica in Erasmus, ho deciso di prendere un volo per questa piccola città piena di storia. 
I voli diretti partono da Orio al Serio il mercoledì, il venerdì e la domenica con Ryanair, anche se questa ti fa pagare pure l’aria che respiri. 
L’aeroporto di Saragozza è molto piccolo, ha pochi gate, e il centro della città si raggiunge tramite un autobus che passa ogni 30 min oppure con una breve corsa in taxi.


La regione di Aragona, alla quale Saragozza fa da capoluogo, è caratterizzata dalla presenza costante di un vento secco “El Cierzo” che può raggiungere velocità considerevoli che non permette alle nuvole di addensarsi. Ma ovviamente, quando sono arrivata io pioveva a dirotto e soffiava un vento con una velocità di 30km/h. 
Gli spagnoli che ho conosciuto durante il viaggio mi hanno detto che non aveva mai piovuto così tanto negli ultimi mesi. Quando si dice la fortuna. 

Nonostante le condizioni atmosferiche siamo riuscite a cavarcela per il weekend e abbiamo stilato una lista di cose da fare e posti dove mangiare in questa caratteristica città. 

BUS TURISTICO

Con poche ore a disposizione, abbiamo approfittato del Bus Turistico che parte durante il weekend presso la Piazza del Pilar. Il biglietto si può acquistare all’ufficio informazioni che si trova nella medesima piazza e il biglietto intero costa 8 euro (6 euro per studenti). 

L’autobus a due piani è provvisto di cuffie e guida con spiegazione della città in diverse lingue. Il tour dura 90 minuti circa e attraversa ogni quartiere, da quelli residenziali all’Expo a Nord. Maggiori informazioni possono essere trovate sul sito di Zaragoza


Grazie a questo giro in bus ho potuto vedere la “Chiesa di Sant’Antonio di Padova”, il mausoleo per i volontari italiani del Corpo Truppe Volontarie caduti durante la guerra civile spagnola tra il 1936 e il 1939. 


Più avanti siamo passati attraverso la zona dell’Expo tenutosi a Zaragoza nel 2008. Il tema scelto era “Acqua e Sviluppo Sostenibile”, infatti la zona dove sono stati costruiti i padiglioni si trova presso il fiume Ebro.  


Finito il giro siamo tornate a Piazza del Pilar, questa piazza ospita la Basilica della città che rientra tra i 12 tesori della spagna. La Basilica di Nostra Signora del Pilar è dedicata a Maria e viene considerata come la prima chiesa dedicata a Maria della storia. All’interno è possibile osservare alcuni affreschi di Goya, infatti Saragozza fu la città di formazione per questo artista prima che si trasferisse a Madrid.

Fun fact: durante i primi mesi della guerra spagnola, la Catalonia era dalla parte dei Repubblicani mentre l’Aragona era in mano ai Nazionalisti. La notte del 3 agosto 1936 vennero lanciati tre ordigni sulla Basilica, uno finì sul selciato lontano dalla facciata, gli altri due perforarono il tetto ma misteriosamente nessuna delle tre bombe esplose. Oggi queste sono appese a una parete della Basilica.  


CASTELLO DELL’ALJAFERìA

Uno dei monumenti più importanti della città. Questo castello fortificato risale alla dominazione araba del IX secolo e oggi è la sede del Parlamento regionale di Aragona. 

Merita sicuramente una visita all’interno per vedere tutti i cambiamenti di stili che il palazzo ha affrontato durante i secoli, noi purtroppo non abbiamo avuto tempo, sarà per la prossima volta!

MUSEO GOYA

Vicino alla piazza di Nostra Signora del Pilar si trova il Museo Goya in un palazzo cinquecentesco, la casa di Jeronimo Cosida, oggi completamente ristrutturata. Saragozza è la città in cui Goya esprime per la prima volta il suo potenziale, incide le prime opere e dipinge le sue tele. Il Museo si sviluppa su tre piani: al piano terra un filmato riassume l’epoca nella quale Goya è vissuto per dare le prime chiavi per interpretare le sue opere, ai piani superiori sono esposti i suoi capolavori. 

Non aspettatevi di trovare i suoi quadri più celebri, la maggior parte si trova al Prado, tuttavia trovo che questo museo sia comunque interessante perchè aiuta a comprendere lo stile di Goya, il quadro storico e le difficoltà di quegli anni. Le decine di stampe dell’artista sono di forte impatto e fanno riflettere.
Costo del biglietto: 6 euro intero, 3 euro ridotto.

PLAZA DE ESPAÑA

Insieme alla Piazza del Pilar rappresenta la seconda piazza importante della città. Riunisce i maggiori edifici istituzionali come la Banca di Spagna in Zaragoza, la sede de la Diputaciòn Provincial e il Monumento ai martiri della religione e della patria. Si collega anche a El Coso, il cui nome in italiano potrebbe far sorridere, ma è l’antico corso romano costruito più di duemila anni fa che attraversa la città. 

PLAZA DE TOROS DE ZARAGOZA

La Plaza de Toros, anche conosciuta come la “Misericordia”, toglie il fiato con la sua imponente e bellissima arena. Costruita nel 1764, è la seconda arena più antica di Spagna. Inoltre è stata la prima del paese ad avere una copertura fissa, e questo ha permesso di diversificare gli eventi proposti. L’arena non è aperta al pubblico ma si può acquistare un biglietto in occasione di una corrida. 

L'arena nella Plaza de Toros

MERCATO  E PICCOLO GLOSSARIO DELLA CUCINA SPAGNOLA


I mercati gastronomici sono molto comuni in Spagna. Chi ha visitato Madrid o Barcellona sa di aver avuto solo l’imbarazzo della scelta. A Saragozza, invece, ce n’è solo uno ma che vale come dieci. Il Mercato Gastronomico Puerta Cinegia nel “Tubo” è riuscito a conquistare il palato di molti grazie ai suoi 20+ stand alimentari di alta qualità. Il sito del locale ricorda come Saragozza, all’epoca conosciuta come Caesaraugusta, fu fondata più di duemila anni fa e Puerta Cinegia era già allora considerata punto fondamentale della vita urbana. Proprio per questo hanno voluto mantenere un connubio perfetto tra modernità e resti del passato, un esempio è l’imponente statua romana al centro della struttura.

Alcune specialità da provare assolutamente:

Le Croquetas:, tipiche della spagna che assomigliano alle nostre crocchè ma invece di una base di patate viene usata una base di besciamella alla quale si aggiungono diversi ingredienti a scelta. Noi abbiamo provato quelle di Doña Casta che sono più grandi rispetto a tutte le altre provate in Spagna. 

Tinto de verano: simile alla sangria ma con ingredienti molto più semplici in quanto è composto da una parte di vino rosso e una parte di gazzosa (o Fanta Lemon). È servito con ghiaccio e una fetta di limone. 

Patatas bravas: queste “patate selvagge” sono molto semplici. Il piatto consiste in patate tagliate a cubetti, fritte e accompagnate da una salsa piccante e, a piacimento, anche una salsa alioli. Ogni città spagnola ha la sua tradizione e ricette tipiche. 

Specialità del Mercato Gastronomico

RISTORANTI E LOCALI CONSIGLIATI

Paese che vai, usanza che trovi. Si sa, in Spagna hanno orari diversi da noi per i pasti e noi ci siamo adeguate. Risultato: ogni due ore eravamo con un piatto o un drink in mano! Purtroppo due giorni sono pochi per provare tutte le specialità della regione e oltre al Mercato Gastronomico e potuto provare questi ristoranti:

  • ESPIT CHUPITOS: Locale notturno, atmosfera rilassata tra amici. Il locale offre più di 100 chupiti diversi da 1 a 3 euro. Alcuni sono spettacolari, i ragazzi al bancone cominciano a far prendere fuoco a cose, tu non capisci più niente ma il risultato finale è davvero particolare. Ottima musica e un biliardino per giocare tutti insieme. 
  • COLAZIONE DA BOTANICO: immerso nei fiori, nelle piante e nelle luci al neon. Abbiamo fatto colazione con delle ottime torte artigianali (3 euro). 
  • CENA DA “ LA MAR SALADA”: tramite consiglio della mia fedele amica in Erasmus siamo andate a cena in questo ristorante super gettonato quindi è consigliata la prenotazione. Abbiamo provato diversi piatti della tradizione spagnola come il Polpo Alla Gallega e la imperdibile paella. 



Due giorni sono stati abbastanza per apprezzare questa piccola città caratteristica, anche se velocemente. Non vedo l’ora di tornare per esplorarla più a fondo!

foodnora

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