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Tripburger: un viaggio tra panini esotici

Febbraio 5, 2019 noramor 2 min read No Comments

Tripburger: un viaggio tra panini esotici

Febbraio 5, 2019 noramor 2 min read No Comments

A Milano non è per nulla facile aprire un locale nuovo, che sappia stupire con una proposta interessante e innovativa. I cinque soci fondatori di TripBurger ci sono riusciti grazie alle loro carni esotiche e all’originalissima ambientazione.

(Da sx) Burger di canguro e zebra

 

In via Cornalia 8 (fermata MM3 Gioia), lo scorso maggio, era nato un piccolo locale, studiato principalmente per il take away. A settembre è stato poi ampliato con una saletta, passando da una a tre stanze, aggiungendo anche tavolini e sedie per mangiare in comodità.

Il concept su cui tutta la panineria è strutturata è la passione per i viaggi e, ovviamente, per il cibo. Ogni panino porta con sé un ricordo di un’avventura e di una cultura: “Abbiamo cercato di far trasparire le nostre esperienze di viaggio, in modo che ognuno possa rivivere la propria” spiega Sabrina, una dei soci.

Ci è voluto molto impegno per poter rendere questo sogno realtà, soprattutto per quanto riguarda la fornitura di materie prime. Le carni arrivano da tutto il mondo e non è semplice reperirle in quanto spesso mancano i collegamenti logistici con i paesi produttori e anche perché è necessario mantenere un contatto diretto e costante con il Ministero della Sanità. Sicurezza e qualità sono al primo posto: non si tratta di selvaggina, bensì di tagli la cui provenienza è tracciata e derivanti da capi allevati in allevamenti certificati.

Burger di zebra con crema di carciofi

Dalla ricerca del sapore internazionale, alle salse (tutte fatte in casa dallo chef); dalla musica ai materiali scelti: nulla è lasciato al caso. Il risultato però è strabiliante. Entrando si ha subito l’impressione di trovarsi in un aeroporto con tanto di prese e USB vicino ai tavoli.

Una volta superata la porta si è subito pronti a partire per un vero viaggio gastronomico. Tra le destinazioni ci siamo lasciati tentare dal burger di canguro e da quello di zebra. Gli ingredienti, racchiusi nel panino semi integrale, sono ben proporzionati e la carne, così diversa da quella a cui si è abituati, sorprende. Sono dei burger dai sapori bilanciati che fanno uscire dalla nostra comfort zone proprio come quando siamo in un paese straniero e proviamo gusti nuovi. Entrambe le carni provate ci hanno ricordato, anche se alla lontana, lo spezzatino: succulente, consistenti e saporite!

Fried Tasting Normal

 

E per chi non mangia carne? Il menù prevede anche l’Ortoburger, un panino vegetariano con pesto di avocado e pomodorini, oppure l’Ortosalad, una ricca insalata: tutti possono viaggiare con TripBurger!

Milano, città aperta alle sperimentazioni gastronomiche ha premiato TripBurger. Sull’onda dei buoni risultati iniziali i fondatori vogliono mettersi ancora in gioco e, infatti, presto apriranno nuovi punti vendita. “Ci sono alcune possibilità a Milano ma è arrivata anche un’offerta da New York. Vedremo, bisogna studiare ancora bene l’esportazione del prodotto e la legislazione estera” rivela Sabrina.

Prima di uscire, sorridendo, ci raccomanda di fare un selfie nel bagno dai grandi specchi con piante tropicali: “E’ la mia chicca!”.

 

Nora Morini

Giorgio Gemma

Il selfie nel bagno
Caffè con panna e granella di nocciole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il menù di TripBurger

 

 

noramor

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